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Protocollo per il pubblico
impiego:
avviato il confronto al
Ministero della Funzione Pubblica
Ieri 14 marzo è stato
riavviato il negoziato sul Pubblico Impiego. Al tavolo i
Sindacati si sono confrontati, oltreché con il Ministro della
Funzione Pubblica, anche con una delegazione intervenuta in
rappresentanza delle Regioni, Province e Comuni.
L’incontro fa seguito a
quello del 19 gennaio u.s., nel corso del quale i Sindacati
avevano sollecitato la riapertura di un negoziato per affrontare
le principali criticità della Pubblica Amministrazione, tra cui
l’insoddisfacente condizione dei lavoratori del Pubblico
Impiego, aggravata dal blocco dei rinnovi contrattuali e dalla
poco lungimirante politica attuata dall’ex Ministro Brunetta.
Il Ministro, pur ricordando
la grave emergenza economico-finanziaria che il Paese sta
vivendo, ha mostrato ampia disponibilità al confronto con i
Sindacati, per individuare obiettivi e linee di azione
finalizzati ad un riassetto complessivo della macchina pubblica,
che garantisca servizi migliori e riduca i costi complessivi.
La finalità del negoziato,
pertanto, dovrà essere quella di approdare alla definizione di
un accordo cornice che delinei le linee guida secondo cui
attuare le Relazioni sindacali nell’immediato futuro, anche
attraverso ulteriori negoziati integrativi con il sistema delle
Autonomie.
La CGU ha condiviso alcuni
degli obiettivi prospettati dal Ministro:
1.
una riorganizzazione
e ottimizzazione delle Amministrazioni, per un recupero di
efficenza delle stesse ed un incremento della qualità dei
servizi offerti;
2.
una
razionalizzazione delle spese, che consenta al tempo stesso la
riduzione dei costi e il recupero di risorse per gli
investimenti;
3.
una gestione
unitaria dei temi legati alla mobilità all’analisi del
fabbisogno di nuove professionalità e alla formazione del
personale;
4.
la valorizzazione
delle relazioni sindacali e della contrattazione collettiva
quali strumenti per la gestione del cambiamento.
Al tempo stesso, tuttavia, la
CGU, nel manifestare la propria disponibilità al negoziato, ha
ribadito la necessità che esso affronti alcuni temi ritenuti
irrinunciabili:
I.
la eliminazione
delle penalizzazioni che attualmente segnano il regime normativo
della previdenza complementare dei lavoratori pubblici rispetto
a quelli del privato;
II.
la necessità che
quota parte dei risparmi derivanti dai processi di riduzione
della spesa pubblica venga destinata al personale tramite
procedure stabilite a livello contrattuale;
III.
l’applicazione delle
direttive europee in tema di precariato, con particolare
riguardo ai rapporti di lavoro non stabilizzati e in essere da
oltre 36 mesi;
IV.
la previsione di
riduzione del carico fiscale sulla quota di retribuzione
distribuita attraverso la contrattazione integrativa;
V.
da ultimo il nostro
sindacato ha ribadito la necessità di una revisione legislativa
del D. lgs. 165/01, che deve essere emendato da numerose norme
introdotte dalla Riforma Brunetta, pena l’impossibilità di
tradurre in pratica tutti i buoni intendimenti enunciati dallo
stesso Ministro.
La CGU ha
ricordato al Ministro e ai Rappresentanti di Regioni, Province e
Comuni la necessità di riattribuire certezze, non solo
economiche ma anche dal punto di vista giuridico, ai lavoratori
pubblici, ormai disciplinati da un complesso di norme che,
attraverso la compressione della negoziazione sindacale e la
sistematica riduzione dei diritti, ha incrementato, nel settore,
storture inaccettabili quali il precariato, il demansionamento,
una perdita di potere di acquisto delle retribuzioni mai
registrata in precedenza, non solo nel settore pubblico, ma
anche nel privato.
Ufficio Stampa
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