COMUNICATO STAMPA

Precariato pubblico:
soluzioni inadeguate
Sono
mancate le soluzioni vere nell’incontro con il
Governo, presso la Funzione Pubblica, sul problema del
precariato nella Pubblica Amministrazione.
Poche infatti le
novità emerse rispetto a ciò che era già noto.
Le decisioni a
favore del precariato contenute nella finanziaria
appaiono decisamente poco significative rispetto alle
dimensioni del fenomeno.
All’incontro con i
sindacati, in rappresentanza del governo, il Capo del
Dipartimento dott. Antonio Naddeo ha illustrato le
scelte compiute e anticipato il contenuto degli
emendamenti che lo stesso Dipartimento ha presentato a
modifica della legge finanziaria.
In sostanza si
tratta di alcune migliaia di posti, 8000 circa, messi
a disposizione per la stabilizzazione degli assunti in
deroga, insieme all’obiettivo generale di ricostituire
rapporti di lavoro solo sul 60% dei posti resisi
disponibili dopo le cessazioni, di cui il 40% per
contratti a tempo determinato e il 20% per contratti a
tempo indeterminato.
Altra misura
illustrata quella di consentire agli Enti di Ricerca
di utilizzare fino all’80% del bilancio complessivo
per i contratti.
Nessuna novità
sul fronte della scuola dove restano le misure
conosciute.
Provvedimenti
tampone quelli presentati, scelte senza il coraggio di
arrivare a soluzioni definitive e ad interventi
strutturali capaci aggredire realmente la portata del
problema precariato pubblico.
E’ appunto quanto ha
tenuto a sottolineare la CGU, richiamando
l’attenzione sugli impegni assunti dal ministro
Nicolais all’atto del suo insediamento e sui programmi
del governo che aveva posto tra le priorità della sua
azione il definitivo superamento del lavoro precario.
Le misure annunciate non sono certamente in linea di
discontinuità rispetto alle politiche di governi
precedenti che avevano contribuito pesantemente a
rendere strutturale il fenomeno del precariato.
La CGU ha spostato
l’attenzione sulla scuola e sulle dimensioni che nei
prossimi anni assumerà il precariato docente, se non
andranno a definizione gli impegni assunti.
La cifra spaventosa
di 250.000 precari per effetto del pregresso non
risolto e dei pensionamenti in arrivo entro il 2012
non è irrealistica affatto.
Non siamo più di
fronte ad una questione marginale, si tratta di
affrontare subito una emergenza sociale i cui effetti
devastanti finirebbero per riflettersi drammaticamente
su tutto il sistema nazionale di istruzione con esiti
catastrofici sui livelli di qualità e quantità nell’
offerta stessa di istruzione.
La CGU ha
proposto,
nella consapevolezza che l’attuale finanziaria, e per
i limiti imposti e per gli effetti temporali
contingenti, non possa essere in grado di affrontare e
risolvere la questione precariato, di costituire un
tavolo permanente con l’obiettivo di costruire un
progetto condiviso di lungo respiro, una sorta
di patto contro la precarietà del lavoro, che
definisca in termini strutturali e concreti modi,
tempi e coperture finanziarie per portare a
soluzione il problema nell’arco di alcune leggi
finanziarie.
La CGU ha quindi
riportato l’attenzione sulla questione dei
contratti sottolineando come le risorse stanziate
in finanziaria siano largamente inadeguate,
dichiarando assoluta indisponibilità alla slittamento
di un anno nei rinnovi contrattuali relativi al
biennio 2006-2007.
E’ stata chiesta
conferma circa la presenza dell’emendamento del
ministro Nicolais finalizzato a rendere disponibili i
2193 mld di euro previsti per il 2008 al 2007 unico
modo di rendere possibili i rinnovi
La CGU ha ricordato
altresì come nel progetto di riordino della Pubblica
Amministrazione il Governo abbia proceduto senza
sentire tutte le organizzazioni sindacali, nel
peggiore stile dei governi precedenti, così pure sulla
questione della ipotizzata riforma delle pensioni su
cui è stato costruito un accordo senza alcun confronto
pubblico.
In chiusura il
rappresentante del governo ha espresso la piena
disponibilità a continuare il confronto sul precariato
e rassicurato
la CGU circa
l’emendamento Nicolais sull’anticipazione al 2007
delle risorse appostate al 2008.
Ovviamente i giochi
si chiuderanno in Parlamento.
CGU
Roma, 2 novembre 2006