COMUNICATO STAMPA

RINNOVI
CONTRATTUALI 2008-2009: RISORSE INSUFFICIENTI
Incontro all’Aran oggi
sul rinnovo del biennio economico 2008-2009. Da un
lato, a nome del Governo, il Presidente dell’Aran e
lo staff direttivo, dall’altra le Confederazioni
rappresentative e le Organizzazioni sindacali di
comparto.
Il presidente Massimo
Massella Ducci Teri in apertura di riunione ha
illustrato i contenuti del mandato affidatogli dal
Governo in ordine all’avvio di un confronto
contrattuale per il rinnovo del biennio economico
2008-2009.
In sintesi il
Presidente ha fatto una ricognizione sulle cifre
disponibili alcune già stanziate altre indicate nel
Decreto legge 112/08, ancora in fase di conversione,
che coprirebbero, a detta dello Presidente,
l’inflazione programmata definita in 1,7 e 1,5 % per
un totale del 3,2 sul biennio di riferimento.
Unanime è stato il
dissenso delle Confederazioni presenti che hanno
respinto ogni ipotesi di possibile accordo su
percentuali così basse.
Dello stesso avviso la
delegazione CGU che ha posto in evidenza come le
proposte del Governo appaiono ben lontane dalle
dinamiche contrattuali definite dalla legislazione
vigente poiché ignorano le poste contrattuali da
riempire che, oltre gli aumenti tabellari, prevedono
il riallineamento dei tassi di inflazione
programmata dei precedenti contratti all’inflazione
reale, ed una copertura dello 0,5% della
produttività.
D’altro canto risulta
pressoché impossibile ricostruire le basi di calcolo
sulle quali il Governo “ha inventato” le percentuali
di inflazione programmata che la CGU ha definito
piuttosto una “petizione dello spirito” certamente
non un dato attendibile su cui costruire un
confronto contrattuale.
Da qui la dichiarata
disponibilità a portare avanti il confronto su basi
economiche radicalmente diverse, più vicine alle
esigenze reali dei pubblici dipendenti e alla
necessità di incrementare retribuzioni falcidiate da
una inflazione reale che viaggia intorno al 4%.
Un confronto ad avviso
della CGU che non può non investire altre situazioni
a cominciare dai bienni 2006-2007 non ancora chiusi,
fino ai tagli drammatici imposti alla scuola
(150.000 unità di personale in meno nel triennio) e
alle risorse per la contrattazione integrativa.
Appare certamente
singolare, nel panorama di modifiche legislative in
atto, ove trovano spazi rilevanti ipotesi di
valutazione dei dipendenti con introduzione di
criteri premiali, che nella proposta dello stesso
governo al tavolo di trattativa con il sindacato
questi stessi principi/priorità non siano sostenuti
con risorse economiche certe e finalizzate.
Ufficio stampa CGU