C.G.U. Confederazione Gilda-UNAMS

21 marzo 2007

COMUNICATO

Precariato pubblico: Governo a mani vuote

Senza niente in mano  si è presentato il ministro Nicolais stamattina all’atteso incontro sul precariato con le Organizzazioni sindacali rappresentative.

Nessuna proposta, nessun piano, nulla di concreto da proporre ai Rappresentanti dei Pubblici dipendenti.

Eppure sono ormai trascorsi molti mesi dai primi incontri di luglio sulle questioni legate al personale precario, se ne parlò con il ministro appena insediato, vennero allora assunti impegni sulla costituzione di tavoli di concertazione poi di nuovo a novembre con i tecnici della Funzione Pubblica, ogni volta impegni e promesse da parte del governo non sono mancati.

Oggi era tempo di scendere sul piano della concretezza definendo con chiarezza il percorso di stabilizzazione di tutto il personale precario della pubblica amministrazione, soprattutto mettendo mano a regole capaci di impedire il ricostituirsi di precariato una volta adottate le misure di stabilizzazione.

E’ parsa poco opportuna la proposta di Nicolais di ulteriori tavoli tecnici e di un tavolo permanente sul precariato, che la CGU aveva chiesto già a novembre, e che non è stato ad oggi mai attivato.

La delegazione CGU, guidata dal segretario generale prof. Ameli, ha stigmatizzato la latitanza del governo in questi mesi, ricordando che nella Scuola e nell’AFAM, dove si esprimono professionalità al massimo livello e dove il fenomeno del precariato ha dimensioni abnormi (oltre il 25% degli organici dei docenti è costituito da precari), in questi comparti le misure assunte dal governo sono del tutto inadeguate, anche per effetto delle scelte della finanziaria che con tagli strutturali agli organici ha aggravato i problemi con riflessi pesantissimi sull’efficacia del sistema e sull’azione della didattica.

La delegazione CGU ha quindi sollecitato il Ministro ad assumere, a conclusione dell’incontro, impegni concreti da realizzarsi in tempi brevi e capaci di dare risposte definitive ai precari che non possono più accontentarsi di impegni generici.

Ameli ha quindi sollevato il più generale problema delle relazioni sindacali, che hanno subito il “vulnus” di una gestione discriminante con la costituzione di tavoli di lavoro di serie A e tavoli di serie B, un metodo inaccettabile di confronto lesivo delle stesse regole sulla rappresentatività, in un momento in cui il paese ha urgente necessità di scelte ampiamente condivise.

L’appello espresso dalla delegazione CGU e da altri di dare concretezza agli impegni futuri sul tema del precariato, ha visto come soluzione il documento che pubblichiamo, un documento non ricevibile che impegna ben poco il governo, ma che ha la pretesa di piegare tutte le O.S. al rispetto dei contenuti del memorandum sulla P.A.sottoscritto solo da Cgil, Cisl, Uil.

Nove Organizzazioni sindacali su dodici convocate non hanno firmato il documento del ministro Nicolais.

Una occasione importante per adottare scelte ampiamente condivise oggi è andata persa, nonostante la piena disponibilità espressa dalle Organizzazioni che non hanno firmato, a rimuovere gli ostacoli e ad arrivare ad un accordo.

Intanto il personale precario dovrà attendere ancora, probabilmente a lungo, e coloro che hanno la responsabilità storica della nascita e della crescita smisurata del precariato hanno oggi anche quella del rinvio “sine die” della soluzione del problema.

Ufficio stampa CGU

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