COMUNICATO
Precariato pubblico:
Governo a mani vuote
Senza niente in mano
si è presentato il ministro Nicolais stamattina
all’atteso incontro sul precariato con le
Organizzazioni sindacali rappresentative.
Nessuna proposta,
nessun piano, nulla di concreto da proporre ai
Rappresentanti dei Pubblici dipendenti.
Eppure sono ormai
trascorsi molti mesi dai primi incontri di luglio
sulle questioni legate al personale precario, se ne
parlò con il ministro appena insediato, vennero allora
assunti impegni sulla costituzione di tavoli di
concertazione poi di nuovo a novembre con i tecnici
della Funzione Pubblica, ogni volta impegni e
promesse da parte del governo non sono mancati.
Oggi era tempo di
scendere sul piano della concretezza definendo con
chiarezza il percorso di stabilizzazione di tutto il
personale precario della pubblica amministrazione,
soprattutto mettendo mano a regole capaci di impedire
il ricostituirsi di precariato una volta adottate le
misure di stabilizzazione.
E’ parsa poco opportuna
la proposta di Nicolais di ulteriori tavoli tecnici e
di un tavolo permanente sul precariato, che la CGU
aveva chiesto già a novembre, e che non è stato ad
oggi mai attivato.
La delegazione CGU,
guidata dal segretario generale prof. Ameli, ha
stigmatizzato la latitanza del governo in questi mesi,
ricordando che nella Scuola e nell’AFAM, dove si
esprimono professionalità al massimo livello e dove il
fenomeno del precariato ha dimensioni abnormi (oltre
il 25% degli organici dei docenti è costituito da
precari), in questi comparti le misure assunte dal
governo sono del tutto inadeguate, anche per effetto
delle scelte della finanziaria che con tagli
strutturali agli organici ha aggravato i problemi con
riflessi pesantissimi sull’efficacia del sistema e
sull’azione della didattica.
La delegazione CGU ha
quindi sollecitato il Ministro ad assumere, a
conclusione dell’incontro, impegni concreti da
realizzarsi in tempi brevi e capaci di dare risposte
definitive ai precari che non possono più
accontentarsi di impegni generici.
Ameli ha quindi
sollevato il più generale problema delle relazioni
sindacali, che hanno subito il “vulnus”
di una gestione discriminante con la costituzione di
tavoli di lavoro di serie A e tavoli di serie B, un
metodo inaccettabile di confronto lesivo delle stesse
regole sulla rappresentatività, in un momento in cui
il paese ha urgente necessità di scelte ampiamente
condivise.
L’appello espresso
dalla delegazione CGU e da altri di dare concretezza
agli impegni futuri sul tema del precariato, ha visto
come soluzione il documento che pubblichiamo, un
documento non ricevibile che impegna ben poco il
governo, ma che ha la pretesa di piegare tutte le O.S.
al rispetto dei contenuti del memorandum sulla
P.A.sottoscritto solo da Cgil, Cisl, Uil.
Nove Organizzazioni
sindacali su dodici convocate non hanno firmato il
documento del ministro Nicolais.
Una occasione
importante per adottare scelte ampiamente condivise
oggi è andata persa, nonostante la piena disponibilità
espressa dalle Organizzazioni che non hanno firmato, a
rimuovere gli ostacoli e ad arrivare ad un accordo.
Intanto il personale
precario dovrà attendere ancora, probabilmente a
lungo, e coloro che hanno la responsabilità storica
della nascita e della crescita smisurata del
precariato hanno oggi anche quella del rinvio “sine
die” della soluzione del problema.
Ufficio stampa CGU
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